Nel mio ultimo articolo, avevo parlato del product placement come possibile alternativa alla pubblicità tradizionale. Iniziavo il mio post con due grandi esempi di spot, quello di TicTac e quello di Expedia.
Entrambi hanno avuto un successo clamoroso, cavalcato la viralità, ed Expedia persino vinto un premio. Cosa hanno in comune? Sono entrambi storytelling.
Ormai crowdfunding è una parola all’ordine del giorno, spesso collegata a startup o startupper. In Italia come al solito le cose buone faticano un po’ ad arrivare , mentre dall’altra parte del mondo il presidente degli Usa col CF riesce a finanziarsi la campagna elettorale (e a vincere le elezioni).
In Market Revolution crediamo che il coworking sia condivisione di idee, energie e competenze.
Con i nostri coworkers accade sul serio: ci si dà una mano, si condividono opinioni, talvolta progetti.
In questa logica, le porte si sono aperte a una coppia di ricercatori un po’ speciali: gli squadrati, ovvero Diletta & Daniele
La pubblicità non la guardo più. Se conosco l’ultimo commercial di TicTac è perché è un bel viral storytelling, se ho visto quello di Expedia è perché è l’ advertising più strappalacrime dell’anno.
Mi interesso a validi esempi di pubblicità solo se sono casi di successo o di clamoroso fiasco.
E questo capita principalmente perché a- se sono davanti alla tv, al momento degli spot lo zapping è d’obbligo; b- guardo qualcosa in streaming, e di default la pubblicità non c’è, c- utilizzo myskyhd, quindi con >>, perdo i commercial.
Visitare un sito web o accedere velocemente ai social network. Cose quasi impossibili da fare negli stadi italiani. Se ti capita di andare allo stadio, saprai già che il tuo smartphone a un certo punto impazzirà, magari proprio quando vorresti postare la foto della coreografia o fare il ckeck-in. Troppi dispositivi che si agganciano alla stessa antenna, col risultato che il telefono, come direbbero in Spagna, se vuelve loco.