Giovedì, 12 Gennaio, 2012
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Retrospettiva sui trend 2011 del mondo tech e web

Startup feverUdemy ha provato a riassumere e raccontare il 2011 per il settore delle nuove tecnologie e del web con una infografica interattiva molto interessante. In questi giorni è stata pubblicata tra gli altri dalla sezione tecnologia de Il Post e ve la proponiamo anche noi qua sotto.

Gli avvenimenti sono riportati in ordine cronologico – ogni colonna un mese, ogni pallino un evento – e suddivisi in cinque categorie: in rosso i lanci di nuovi prodotti, in arancione le startup più promettenti, in azzurro i grandi dell’informatica che ci hanno lasciato, in verde le società che si sono quotate in borsa, in viola le acquisizioni (milionarie) e in grigio un po’ di gossip tecnologico, che non fa mai male.

Questa bella retrospettiva ci dà l’occasione di fare qualche altra riflessione sull’anno appena passato:

  • In barba alla crisi mondiale il settore tech/web ha tanta liquidità. Ma proprio tanta. Tra IPO che dalla mattina alla sera hanno creato un sacco di nuovi milionari (Linkedin, Groupon, Zynga), acquisizioni fatte a peso d’oro (Motorola, Skype) e investimenti “folli” che hanno portano startup semisconosciute a valutazioni miliardarie (Airbnb, Dropbox, Color, Tumblr, Square) ce ne sarebbe abbastanza per un paio di finanziarie di quelle che piacciono a noi.
  • Il social è diventato adulto e ha avuto la sua consacrazione come fenomeno mainstream: Twitter ha superato 200 milioni di tweet giornalieri, Instagram 10 milioni di utenti in un anno, Tumblr 13miliardi di views mensili e Google + 62 milioni di account (ma si dirà che questa è un’altra storia). Ah, dimenticavo, anche mia madre si è iscritta a Facebook, che così fanno 800 milioni, milione più milione meno.
  • Se sei un padre dell’informatica o un ceo-visionario-imprenditore, ottobre e novembre devono esser stati davvero un periodaccio, ma se stai leggendo ora vuol dire che questa volta te la sei scampata.
  • Abbiamo assistito allo spostamento del baricentro dai device ai servizi. Notebook, tablet, smartphone già oggi hanno smesso di essere prodotti di prima fascia per diventare vere e proprie commodity: scegliere tra uno e l’altro non vuol più dire spaccarsi la testa dietro schede tecniche indecifrabili. Un effetto evidente è il fenomeno della “appificazione”: tutto diventa una app per poter stare nel cellulare. Del mio cellulare quello che conta è cosa ci posso fare – e quindi lo store di servizi connessi alla sua piattaforma – non il pezzo di plastica (o alluminio e vetro per i più esigenti).
  • Il concentramento del settore dimostra che siamo entrati nella sua fase matura. Il 2011 è stato, infatti, l’anno della definitiva investitura del santissimo quartetto Amazon-Apple-Facebook-Google, ciascuno con il suo bel giardino con il prato verde e lo steccato. Se però il vantaggio che oggi hanno accumulato nelle rispettive aree di leadership appare incolmabile, non è detto che questo possa valere anche domani. La torta è troppo grande per non voler provare ad allungare la mano. Quest’anno abbiamo già assistito a varie schermaglie e sconfinamentiGoogle +, i rumors sul famigerato Facebook-fonino, i tablet di Amazon, Siri – ma sembrano solo le prove generali della battaglia di domani per il web.

Uno dei motori della Market Revolution è quello che gira nella “nuvola” della rete. Capire questo mercato, le sue mode, i suoi trend, le sue tensioni, allora significa vedere che forma avrà questa rivoluzione e saperla interpretare.

Qua la fonte originale di Udemy.